1. La Società

1.1 Si  impegna ad operare nel pieno rispetto dell’ordinamento giuridico e sportivo vigente ed uniforma le proprie azioni e comportamenti ai principi di fair play, correttezza e trasparenza in ogni funzione, prestazione o rapporto. In particolare, si impegna a non compiere alcun atto diretto o indiretto, a condizionare artificiosamente lo svolgimento o il risultato di una gara, per assicurare a chiunque un indebito vantaggio nelle competizioni sportive;

1.2 Sostiene iniziative rivolte alla diffusione dello sport tra i ragazzi, promuovendo, con finalità educativa e formativa, attività legate ad una sana cultura sportiva, secondo principi etici e morali universalmente riconosciuti. Inoltre, promuove iniziative volte a sensibilizzare il proprio pubblico al  rispetto delle squadre avversarie, dei loro sostenitori e della terna arbitrale;

1.3 Garantisce che il benessere psico-fisico dei ragazzi venga prima del successo sportivo, ed evita qualsiasi condotta atta ad arrecare pregiudizio alla loro salute e sicurezza, nella tutela delle esigenze e dei bisogni particolari dei giovani e dei bambini durante la delicata fase dello sviluppo. In particolare, rifiuta ogni forma di doping e si impegna a rispettare la normativa nazionale ed internazionale in materia di lotta al doping;

1.4 Si adopera affinché tutti i soggetti con responsabilità verso i tesserati, oltre ad avere comprovata qualifica ed esperienza sportiva, posseggano i necessari requisiti per formare ed educare i ragazzi;

 

2. Gli Allenatori, Dirigenti ed Accompagnatori

2.1 Mantengono in ogni occasione un comportamento esemplare, che costituisce un modello positivo per i giovani,  evitando qualsiasi tipo di azione inadeguata e discriminatoria. Utilizzano un linguaggio confidenziale, ma sempre rispettoso, e pretendono lo stesso dai ragazzi. Si attivano per creare un ambiente positivo ed armonioso all’interno della squadra, non ammettendo alcuna  manifestazione di bullismo e incoraggiando i ragazzi a rispettarsi l’un l’altro come individui, indipendentemente dalle loro abilità sportive;

2.2 Non adottano, né tollerano in alcun modo, qualsiasi atteggiamento aggressivo o mancanza di rispetto nei confronti della terna arbitrale, creando nella squadra un clima di cooperazione e collaborazione col direttore di gara. Sono i primi ad accettare le sue scelte, a riconoscerne l’impegno e a ringraziarlo a fine partita. Nel caso in cui abbia preso delle decisioni che richiedono un chiarimento, solamente alla fine dell’incontro ed in modo pacato, domandano gentilmente un approfondimento;

 2.3 Sviluppano nella squadra un atteggiamento di lealtà e rispetto nei confronti degli avversari. Non tollerano le simulazioni, il gioco violento, la rissa o il linguaggio volgare, applicando sanzioni appropriate contro ogni tipo di comportamento sleale. Sono pronti anche ad allontanare dal campo un giocatore che commette queste infrazioni;

2.4 Contribuiscono a far vivere ai ragazzi un'esperienza positiva di sport, che li incoraggi a partecipare per tutta la vita ad una sana attività fisica. Evitano qualsiasi comportamento discriminatorio nei loro confronti e danno a tutti i ragazzi la possibilità di giocare ed esprimersi, indipendentemente dalle loro capacità tecniche. In particolare, dedicano la stessa attenzione sia ai giovani con maggiore talento sia a quelli di minore talento, sottolineando e premiando, oltre che i successi agonistici più evidenti, la progressione individuale e l'acquisizione di capacità personali;

2.5 Evitano di trattare i ragazzi semplicisticamente come piccoli adulti e non impongono loro aspettative sproporzionate alle effettive possibilità. Sono generosi con le lodi, quando sono meritate. Evidenziano ed incoraggiano le azioni e i comportamenti positivi. Fissano obiettivi raggiungibili. Pretendono la serietà, il rispetto degli orari e degli impegni assunti, ma sono ragionevoli nelle richieste, ricordando che gli impegni scolastici e familiari hanno la priorità;

2.6 Tutelano la salute, la sicurezza ed il benessere dei giovani atleti. Rispettano le indicazioni del medico sociale per stabilire quando un ragazzo infortunato può rientrare ad allenarsi e giocare. Mantengono un atteggiamento aperto e di collaborazione con le famiglie dei ragazzi;

 

3. I Giocatori

3.1 Mettono nello studio il massimo impegno, tenendo sempre presente che la pratica sportiva non deve influenzare negativamente il risultato scolastico e con la consapevolezza che un’equilibrata crescita in tutti i campi della vita è alla base di qualsiasi buon sportivo;

3.2 Praticano lo sport per divertirsi e stare insieme agli altri. Ma allo stesso tempo, si impegnano e si applicano con costanza, dando il meglio delle proprie possibilità, per crescere e migliorarsi.  Non cercano la vittoria a tutti i costi, come unico obiettivo: gioiscono delle vittoria con umiltà e accettano la sconfitta con dignità;

3.3 Giocano con grinta, passione e determinazione, ma ricordano sempre di essere corretti,  giocando secondo le regole del fair play e rispettando gli avversari, gli arbitri, i compagni e l’allenatore. Utilizzano in ogni occasione un comportamento educato e rispettoso, oltre che un linguaggio appropriato;

3.4  Seguono le indicazioni dell’allenatore e del personale di servizio, oltre ad attenersi strettamente ai codici di condotta della Società. Fanno il possibile per partecipare a tutti gli allenamenti e le partite, rispettando gli orari e gli appuntamenti fissati. Nel caso in cui non possono essere presenti, avvisano tempestivamente;

3.5  Custodiscono con diligenza il materiale sportivo in dotazione. In particolare, la divisa sociale è sempre curata ed in ordine, e viene indossata in ogni occasione, che sia partita, allenamento o evento. Hanno rispetto degli impianti e delle strutture della Società, evitando di arrecare qualsiasi tipo di danno. Trattano con cura le attrezzature che utilizzano e lasciano sempre in ordine gli spogliatoi;

 

4. I Genitori

4.1 Durante le partite, sostengono  la squadra, non tifando contro gli avversari. Mantengono un atteggiamento consono, applaudendo le buone giocate ed i gesti tecnici, indipendentemente da chi li ha fatti. Rispettano sempre le decisioni degli arbitri e insegnano al proprio figlio a fare lo stesso. Non si lasciano andare a sterili discussioni con gli altri spettatori;

4.2 Mantengono sempre un atteggiamento equilibrato, non enfatizzando le vittorie e non drammatizzando le sconfitte. Evitano di suscitare nei confronti dei figli aspettative sproporzionate alle loro possibilità, apprezzando l’impegno e gli sforzi, non il risultato. Educano il proprio figlio al rispetto per l’allenatore, non interferiscono nelle sue scelte e non le criticano, scavalcando i ruoli. Se hanno dei dubbi o desiderano dei chiarimenti, chiedono gentilmente un colloquio in privato;

4.3  Riconoscono l’importanza dello sport nella crescita del ragazzo e creano le condizioni favorevoli alla sua pratica, aiutando proprio figlio a rispettare gli impegni assunti e a dedicargli un tempo adeguato;

 

5. Il Collegio Giudicante

La Società si impegna a promuovere condotte di massima vigilanza attiva al fine di prevenire, monitorare e segnalare senza indugio ogni condotta lesiva della lealtà sportiva. In particolare, si adopera per far rispettare il presente Codice Etico, individuando tempestivamente le infrazioni e valutando con attenzione ogni singolo caso, sia esso compiuto da giocatori, genitori, allenatori o dirigenti. Il mancato rispetto comporta un proporzionale provvedimento disciplinare: dal semplice richiamo verbale, alla comunicazione scritta, sino all’allontanamento, nei casi più gravi. A tal proposito la Società istituisce ogni anno, ad inizio stagione, un Collegio Giudicante che ha il compito di valutare tali violazioni ed adottare gli adeguati provvedimenti sanzionatori.